Scegliere l’abito da cocktail, detto anche tubino

 

C’è un capo d’abbigliamento che è talmente versatile che può essere indossato a qualsiasi ora del giorno, e praticamente in tutte le occasioni. Oggi andiamo alla scoperta dell’abito da cocktail, conosciuto maggiormente come “il classico tubino nero” e in modo internazionale come “little black dress”.

Questo abito, come molti sanno, è stato inventato da Coco Chanel, proprio con l’intenzione di liberare la donna dall’avere tanti vestiti per cambiarsi nell’arco della giornata, e rendere più popolare quello che veniva proposto dalle case di moda. Negli anni ’20 il nero di giorno era ancora associato al lutto stretto, per cui quando Chanel irruppe con questa moda, fece scandalo. Uno scandalo che però rientrò molto presto, dato l’immediato successo che ebbe questo tipo di abito. Così da quel momento il nero diventò il colore di chi voleva vestirsi in maniera elegante, smarcandosi dai colori della quotidianità. Il nome originario è little black dress o LBD, cioè “abitino nero”.

Quando nel 1947 Christian Dior lanciò il “New Style”, l’abito con la gonna a corolla e le sottogonne di tulle, con la lunghezza poco sotto al ginocchio e il corpino stretto, divenne il modello ideale per le feste da cocktail. E quindi fu inquadrato come l’abito per antonomasia della festa. Poi arrivò il film “Colazione da Tiffany”, in cui Audrey Hapburne indossava un abito da cocktail stretto, il tubino appunto. Il successo del film decretò il successo del nome dell’abito in Italia. Negli anni ’80 e soprattutto nei ’90 il tubino inizia ad essere prodotto anche colorato, tendenza che non è ancora passata di moda, per fortuna.

Io personalmente evito di chiamarlo tubino in modo generale, a meno che non stia parlando proprio di quel determinato modello. Infatti, per ogni forma del corpo, e per ogni tipologia di donna, è bene scegliere un modello che vesta al meglio, e il tubino non sta bene a tutte le donne.

Wallis Simpson, la tanto chiacchierata Duchessa di Windsor, amò pazzamente l’abitino nero. Si dice che ne avesse a decine, e che li differenziasse solo con svariate collane colorate e preziose, e altri tipi di accessori. Ora, senza cadere nell’esagerazione della Duchessa, anche tu puoi avere alcuni di abitini da usare praticamente sempre.

Per iniziare a costruire il guardaroba capsula, proprio all’inizio, in effetti te ne serviranno solo un paio: uno per la stagione fredda, e uno per l’estate, entrambi con una lunghezza al ginocchio, o appena due dita sotto. Se anche quello più pesante lo scegli senza maniche, potrai indossare entrambi in qualsiasi occasione. Questo significa, però, che se ti piacciono le fantasie, allora saranno piccolissime e appena appena evidenti, e che il colore sarà medio-scuro e neutro. Ma ovviamente un guardaroba capsula non lo si inizia davvero da zero, e sono sicura che hai alcuni bei vestitini sui quali poter contare. L’importante è che siano del modello adatto alla forma del tuo corpo.

 

Come scegliere l’abito da cocktail

“L’abito deve accompagnare il corpo di una donna, non il corpo seguire la forma dell’abito.

Hubert de Givenchy, stilista”

E chi siamo noi, per contraddire Monsieur Givenchy? Anzi! Accettiamo umilmente questo consiglio e lo mettiamo in pratica. Quindi ecco come scegliere un abito da cocktail, o abitino, per valorizzare il proprio corpo, esaltare i propri punti di forza, e minimizzare i “difetti”.

 

Letizia Ortiz, Regina di Spagna

 

Michelle Obama con un abito ad incrocio

 

Intanto mettiamo in chiaro una cosa: l’abito da cocktail per essere indossato tutto il giorno e in qualsiasi occasione (o quasi), deve essere semplicissimo, per questo ha avuto tutto questo successo in nero. Senza pizzi, merletti, inserti in velo, e di lunghezza media, diventa adeguato e rende protagonista la donna che lo indossa. Non avviene il contrario. Pensaci quando andrai a comprarne uno!

E adesso vediamo le caratteristiche per sceglierlo adatto alla tua forma del corpo.

Per le donne dalla forma a triangolo, con il torace più stretto e i fianchi larghi, va bene il modello anni ’50 con il corpino stretto e la gonna a ruota o a corolla. Per la versione da giorno ovviamente non sono necessarie le sottogonne in tulle, ma se per un party volessi indossarle, saranno le benvenute.

Per la forma a cerchio, che ha le spalle larghe quanto il bacino e la pancia che parte da sotto il seno, l’abito più adatto è quello svasato, quello a trapezio, tanto di moda negli anni ’60, ma anche un abito dalla vita alta in stile impero.

La donna dalla forma a clessidra: lei sì che sarà perfetta con un tubino! Ma per una versione meno fasciante, ha a propria disposizione anche un abito a incrocio o a vestaglietta, il cosiddetto wrap dress. Che è l’abito con cui si troveranno a proprio agio anche le donne dalla forma a triangolo invertito, e le donne dalla forma a rettangolo.

 

Princesse Diffusione Tessile

 

Tubino Diffusione Tessile

 

Svasato Max Mara

 

Una piccola precisazione a termine di questo post voglio dartela, però. È bene non confondere l’abitino per ogni occasione con l’abito per le cerimonie. In queste occasioni è giusto presentarsi con un abito da cocktail, soprattutto se la cerimonia avviene di mattina, ma l’eventuale scollatura, i colori tenui, e i tessuti preziosi ne fanno un abito particolare, e infatti, se si parla di vestito da cerimonia c’è un perché! Per capire la sottigliezza, guarda la foto di Kate Middleton, Duchessa di Cambridge, al matrimonio della propria sorella Pippa, sabato scorso.

 

 

 

Vinziana Rizzo Curatrice di stile

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